PROFUMI NATURALI

IL SUPERPOTERE OLFATTIVO

Il corpo protegge e custodisce l’essenza.

Uno scudo di lavanda e chiodi di garofano, forse, ti basterà o forse no.

Il muschio all’ombra delle sacre querce e il verde bergamotto ti infondono il vigore di un guerriero.

Prendi un pizzico di ylang ylang e tuberosa per un’anima sempre vigorosa.

e una manciata generosa di petali di rosa

perché è soprattutto nelle prove difficili che ci vuole cuore.

Un tempo si credeva che il pomander fosse uno scudo contro le malattie, in particolare contro la peste. Un tempo il buon odore era sinonimo di salute, mentre il cattivo odore, di malattia. Ancora oggi questa credenza è stampata dentro le nostre convinzioni; infatti malattia e cattivo odore hanno un denominatore comune che si chiama… “sgradevolezza”.

Al tempo del pomander non si conoscevano ancora i virus e i batteri e tutto era affidato alla superstizione. Oggi tutto questo non esiste più, ma l’odore ha ancora il superpotere olfattivo, ovvero la capacità di elevare il nostro umore, di aumentare il benessere della nostra mente, del nostro spirito; di rendere le nostre case più accoglienti visto che adesso ci trascorriamo parecchio tempo.

Mantenere il nostro umore stabile e felice è importante, per aumentare le nostre difese immunitarie e (per la medicina cinese) anche per il benessere dei polmoni. Lo so, sono piccole cose, indirette, per qualcuno può anche sembrare fantasia e ancora superstizione, ma sono convinta che oltre alle misure igieniche adottate per la comunità, possiamo fare la differenza anche con uno strumento incredibile di cui la natura ci ha dotato, l’olfatto e tutte le sue meraviglie.

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UNA MAGA LO SA

UNA MAGA LO SA CHE…

il nulla è il momento ideale per fare magie, e ogni puro piacere la rende invincibile,

i semi stanno riposando in attesa di germinare in giardino,

il caos è un preludio eccitante per nuove regole ( le sue),

il profumo di una rosa si percepisce anche se maggio è ancora lontano,

il fuoco brucia chi ne ha paura e illumina chi lo controlla,

l’intenzione è tutto ciò che esiste davvero,

i sensi la espandono oltre il ragionamento,

l’artemisia favorisce l’intuizione e i sogni notturni

e la lavanda protegge.

Tu cosa sai?

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DOPO E PRIMA DI NOI

Una serata in quarantena, nel giardino una luce al profumo di rose

La percezione collettiva della morte si focalizza sempre sulla perdita di qualcosa. La morte fa paura forse perché siamo pieni della nostra individualità. La morte è come la fine di un film, il nostro. Un pensiero che ho sempre trovato confortante nel senso che mi aiuta a ridimensionare la percezione della vita in generale è questo: ok, si muore, ma prima di nascere allora dove ero? In un certo senso ero già morta. Poi sono nata. Vista così, è come ritornare dal mondo dei morti. Quindi io sono qui, in viaggio tra i mondi, perché in ogni vacanza c’è una andata ma c’è anche un ritorno.

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IL PAESE PIÙ BELLO DEL MONDO

A volte mi chiedo se fossi nata in qualche altra parte del mondo e non in Italia, che percezione avrei avuto di questa nazione. Un museo all’aria aperta forse. L’essenza delle cose non viene corrotta dal tempo e dagli eventi. La matrice può essere confusa tra tante copie, per un po’, ma quando incombe la necessità, è a questa che si attinge per andare avanti. La percezione che ho io oggi del mio paese è che la matrice dell’Italia fatta di umanità, buon senso, rispetto sia riemersa tra una serie di copie cartacee fatte di corse all’essere all’altezza dell’Europa, alla produttività e al consumismo; copie che sono state ridotte in cenere da qualcosa di invisibile. Non so cosa succederà, ma so che la terra e la cultura danno sempre cose buone.

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ciondolo rotondo verde su disegno botanico con erbe magiche e luna
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UN ALTRO MONDO

Pomander luna alla menta e lavanda
Pomander luna e candela alle erbe della strega

Sono stata catapultata tra i mondi. Sono in un limbo senza tempo sospesa. Sentivo che qualcosa stava per succedere, mi sentivo stanca, strana e dolorante, disegnavo cose impreviste e curiose. Poi alla fine è successo. È arrivato il trickster a stravolgere le cose perché da soli non ce la facevamo. Ho trascorso questi ultimi mesi impastando eccentriche miscele pastose e profumate e ne ho fatto forme secondo l’intuito del momento. Alla ricerca giornaliera continua di uno stile tutto mio, non per apparire ma per capire chi sono. A 40 anni ho abbastanza strada alle spalle per unire certi puntini e tanti indizi, in un certo senso mi sento anche in diritto di capire finalmente chi sono o almeno andarci molto vicino. Tanta fatica per capire che la mia essenza, quella che fa vibrare la mia anima è la stessa di quando avevo 5 anni. Ebbene questo è il viaggio. Comunque vada mi sono ritrovata e queste follie colorate e profumate le dedico alla Natura che mi ha sempre ispirata, alle persone che mi hanno salvata, a chi mi ha mortificata e fatto si che guardassi più dentro che fuori di me.

Pomander pentacolo al profumo di erbe incantate
Pomander pentacolo al profumo della gioia
Ensemble di candele profumate colate e decorate a mano che raccontano i giardini segreti delle streghe

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6 LEZIONI CHE HO IMPARATO DALL’ AUTISMO

Photo by Markus Spiske temporausch.com on Pexels.com

In questo post ti racconto 6 delle cose che ho compreso dalla mia esperienza con l’autismo.

L’ autismo non è una malattia, è una modalità differente con cui il cervello di una persona percepisce gli stimoli del mondo. Non è deficit di intelligenza anzi molte persone con autismo ti possono spiazzare alla grande su tanti fronti: tecnologia, matematica, memoria, creatività.

Per saperne di più leggi anche UN PENSIERO SULL’AUTISMO.

Dopo 3 anni e mezzo da quando a mio figlio è stata fatta la diagnosi di disturbo delle spettro autistico, posso trarre una somma di tutto quello che questa esperienza di vita mi ha insegnato e di come io sia cambiata in questi anni; ho anche intenzione di scrivere prima possibile un post su tutto quello che puoi fare di pratico per affrontare la notizia che tuo figlio/a è diverso (ma non peggiore anzi…) in base alla mia esperienza personale.

  • A ESSERE PIU’ TOLLERANTE (CON GLI ALTRI MA ANCHE CON ME STESSA). L’abitudine alla pazienza è una cosa che ho imparato in gran parte seguendo i metodi educativi per l’autismo; senza pazienza di ripetere cose che per la maggior parte delle persone sono scontate, non vai lontano, non vedi progressi nel tuo bambino, quindi questa è una competenza fondamentale che devi sviluppare. Parallelamente ho imparato a essere più indulgente anche con me stessa, a eludere le aspettative che avevo su di me, per la maggior parte illusorie ovvero nutrite e imposte dalle aspettative sociali di essere sempre al top e all’altezza della situazione.
  • A PRENDERMELA CON PIU CALMA. Come conseguenza del punto precedente ne deriva una cosa per me nuova un sentimento che ti fa capire che la calma e la lentezza non sono un nostro difetto, ma che la velocità e la corsa a qualcosa sono una distorsione della realtà imposta dal nostro modo di vivere consumistico e logorante. Le persone con autismo sono estremamente sensibili, hanno una percezione sensoriale amplificata per cui immagina in un mondo che anche per noi è sovrastimolante, quanta energia devono spendere per sostenerlo ogni giorno.
  • A FARE LE COSE CON PIU ACCURATEZZA E IMPEGNO. Ho avuto la fortuna di conoscere una educatrice professionale straordinaria, la mia Mary Poppins di quartiere, che mi ha accompagnato in questi anni con fermezza, serietà, impegno, etica, e che mi ha fatto capire che ogni piccola cosa è fondamentale del processo educativo. Niente può essere lasciato al caso, pena il mancato apprendimento di una competenza importare nel tuo bambino. Questo modo di pensare si è riflesso anche in tutte le altre attività della mia vita, il lavoro, la casa, il modo di approcciarmi agli altri. Parallelamente, lei ha educato sia me che mio figlio.
  • A TAGLIARE TANTI RAMI SECCHI. No purtroppo non parlo di giardinaggio infatti non faccio mistero del mio pollice infelice. Parlo di tagliare i ponti con persone che non fanno altro che lamentarsi per inezie, che criticano tanto per non annoiarsi e dopo un’ora con loro ti senti a pezzi come se avessi corso 6 ore (no correre è più salutare);
  • AD AVERE UNA VISIONE DI INSIEME PIU AMPIA. La compassione e l’empatia che deriva dal conoscere genitori e bambini nella tua stessa situazione ti porta a pensare in modo sempre più esteso, ad avere un più occhio più attento alle difficoltà, e piano piano ad interiorizzare il disagio generale di tutti, che include anche la consapevolezza del degrado nel nostro pianeta, dell’emergenza (che prima o poi doveva arrivare, abbiamo fatto come gli struzzi fino ad ora…) dell’inquinamento, e quindi la voglia di agire per salvare il salvabile. Come? con piccole azioni come ho fatto per mio figlio.
  • CHE LA SOCIETA’ CHE ABBIAMO CREATO E’ SOLO UN MODO DI VIVERE, NON IL MODO DI VIVERE. Ecco, ogni volta che ti senti inadeguato, ogni volta che pensi che tuo figlio o tua figlia non siano adeguati a questo mondo, ricorda: il mondo per come è strutturato oggi, qui nella nostra realtà occidentale, è solo un punto di vista. E’ l’ambiente circostante che rende inadeguata una persona perché non la include con tutta una serie di supporti comunicativi e pratici.

Grazie per aver letto questo post molto personale, spero possa essere di aiuto a te o a qualcuno che conosci. Se vuoi lasciare un commento o vuoi chiedermi qualcosa scrivi tranquillamente qui sotto, oppure mandami una mail, come preferisci.

Giorgia.

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