ERBOLOGIA

6 CONSIGLI PER LA TISANA PERFETTA

Da sempre penso che le tisane siano la base dell’erboristeria: il prendersi cura di sè stessi inizia con la formulazione della tisana personalizzata, con la scoperta delle erbe, annusando il loro odore; la preparazione è come un rituale del tè che può essere vissuto come un momento rilassante, di raccoglimento interiore. Per quanto possa sembrare semplice e intuitivo prepararle, esistono piccoli accorgimenti che fanno la differenza tra una tisana e una buona tisana.

  1. la qualità delle erbe che utilizzi: devono essere biologiche altrimenti oltre ai salutari principi attivi, berrai anche gli antiparassitari tossici che sono stati utilizzati sulla pianta; preferisci le erbe sfuse a quelle in filtro: sono solitamente più profumate e fresche, in erboristeria le puoi acquistare a peso o in pacchettini da 30 o 100g;
  2. copri con un coperchio il contenitore dove le erbe sono in infusione: quando hai portato ad ebollizione l’acqua e  l’hai versata nella tazza con le erbe, coprila. Questo accorgimento è indispensabile per trattenere nell’infuso sostaze volatili che contribuiscono alle proprietà terapeutiche e all’aroma della tua salutare bevanda;
  3. Non lasciare le erbe in infusione per più di 15 minuti per non rendere la tisana troppo amara; questo vale soprattutto per erbe che sono ricche di sostanze amaricanti o tanniche come carciofo, rosmarino o lavanda per esempio.
  4. Se vuoi, puoi dolcificare ma  preferibilmente con miele biologico o fruttosio;
  5. consuma la tisana entro 24 ore dalla preparazione per non perderne le proprietà curative;
  6. le dosi: di solito un cucchiaio colmo di erbe è sufficiente per 250 ml di acqua che è la dose per una tazza di tisana. durante la giornata a seconda del tipo di infuso si possono consumare da una a 4 tazze di tisana.

Qui sotto trovi un elenco di erbe officinali con le rispettive proprietà curative con le quali puoi realizzare le tue tisane personalizzate:

  • colite: melissa (da valutare se state facendo cure per la tiroide), lavanda, camomilla, coriandolo, anice, finocchio;
  • gastrite: camomilla, iperico;
  • digestione lenta: menta, origano, genziana, arancio amaro;
  • depurazione del fegato (sconsigliate per chi ha asportato la cistifellea): carciofo, bardana, cardo mariano;
  • ansia: fiori di arancio, tiglio, melissa, verbena, passiflora
    Anche se le tisane sono naturali e possono sembrare sempre sicure è bene non abusarne, chiedere a persone competenti una consulenza soprattutto se si stanno assumendo farmaci; evitare di assumerle in gravidanza soprattutto durante i primi 3 mesi di gestazione.
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VIAGGIO NELLA CANAPA TRA CHIMICA, PROFUMO E AROMATERAPIA

La Natura è un grande profumiera. Anche questa volta mi ha stupito con la sua  arte di miscelare meravigliose sostanze chimiche creando blend armonici e perfetti.

In questo post di fine anno ti voglio condurre in dimensioni invisibili agli occhi, tra le  molecole e il loro profumo. Non hai altro che il tuo naso per credere a ciò che ti racconterò, ti fiderai di lui?

E’ da tempo  che  volevo scrivere a proposito della composizione chimica delle essenze, e la canapa una buona occasione per raccontarti di un gruppo di fragranti composti chimici, responsabili del profumo di una infinità di oli essenziali:  i terpeni.

I TERPENI

questa classe di sostanze è composta da atomi di carbonio e idrogeno. Il primo step per la creazione  del terpene è l’isoprene con 5 atomi di carbonio e 8 di idrogeno.

I terpeni più diffusi in aromaterapia si suddividono in tre gruppi a seconda di quanti isopreni si contano nella loro struttura:

monoterpeni (2 molecole di isoprene); sono molecole molto leggere e volatili, sono note di testa e vengono distillate con molta facilità. Generalmente hanno proprietà antibatteriche, antisettiche, espettoranti, stimolanti. tra i monoterpeni più diffusi troviamo:

beta mircene, beta ocimene, alfa e beta pinene, limonene, beta fellandrene.

Sesquiterpeni: (3 molecole di isoprene); hanno proprietà analgesiche,antispasmodiche e antinfiammatorie; tra questi troviamo il beta cariofillene, il camazulene, alfa e beta farnesene.

Diterpeni; 4 isopreni formano una grossa molecola chiamata diterpene; la loro grandezza e quindi il più alto peso molecolare rispetto alle precedenti, ne rende difficile la distillazione.

ciò che a noi interessa nel nostro viaggio, sono i primi due gruppi: ricordati i monoterpeni e i sesquiterpeni.

IL PROFUMO DELLA CANAPA

L’olio essenziale di Cannabis sativa viene prodotto per distillazione in corrente di vapore delle infiorescenze femminili. Circa due settimane fa ho avuta la fortuna di sentire l’odore di diverse frazioni di distillazione che mi hanno aiutata a percepire meglio le singole sfaccettature olfattive di questa rara essenza.

Prima di svelarti  quali sono i terpeni che compongono l’olio essenziale, ti riporto il summit delle mie sensazioni olfattive di quella giornata (o.e. sta per olio essenziale 😉 ):

canapa piramide

note di testa: note che ricordano l’o.e. di camomilla romana, di mela verde a tratti, più acri di o.e.semi di angelica; intense note conifere di o.e. di abete, a tratti profumo di salvia appena raccolta; intense ma labili note di scorza di limone, fugaci note di lavanda

note di cuore-fondo: note  resinose che ricordano l’incenso, l’olio essenziale di elemi e ginepro.

note di fondo: sentori di assoluta di fieno (l’assoluta di fieno è speciale e  molto preziosa: ricorda la dolcezza di una serata estiva in un campo di fieno, di erba, a tratti di menta e, in generale, il profumo della labiate), di camomilla blu; le note di fieno di alternano a tratti con note amare che ricordano il carciofo.

In questo profumo c’è la potenza della Natura, una Natura dimenticata di cui la canapa racchiude tutti i ricordi ancestrali; infatti dalla descrizione sopra emergono 3 grandi archetipi olfattivi, odori che accompagnano l’umanità dalla notte dei tempi:

le conifere: l’albero

l’incenso: la spiritualità

il fieno: la Natura selvaggia

Nel suo insieme l’odore della canapa è come la musica jazz, riesce a creare una sinfonia e una armonia sul gioco di note contrastanti che si danno il cambio fino alla fine.

DIETRO LE QUINTE: L’ODORE DELLE MOLECOLE

I terpeni sono responsabili delle melodie odorose della canapa, ma non solo…

andando a confrontare la composizione chimica dell’olio essenziale di canapa con la composizione degli oli essenziali citati nella descrizione olfattiva sopra, ho scoperto che le molecole caratterizzanti sono le stesse, come un anello di congiunzione profumato tra queste piante.

Vuoi  scoprire in dettaglio il loro odore?

Alfa pinene (antisettico, antibatterico, antifungino, espettorante):  odore fresco speziato, è presente in diverse specie di Pinus, nell’abete, nell’angelica nel galbano, nel larice, infatti è la molecola che nella canapa mi ha evocato le conifere.

Beta pinene (ha le stesse proprietà dell’alfa pinene): nota fresca verde presente nel pino Douglas, nel galbano, nel limone nell’issopo: nella canapa mi ha evocato l’odore di limone e quello verde di mela.

Mircene (antiossidante): presente in notevoli quantità negli oli essenziali di incenso,  galbano e ginepro è quella nota che nella canapa riconduce alla sensazione verde-resinosa, forse quella più caratterizzante di questo profumo, la nota di cuore.

 

Limonene (anticolesterolemiche): presente nel limone, bergamotto, angelica, verbena, camomilla selvatica è la nota che evoca la testa pungente dell’o.e. di canapa.

Trans cariofillene (anestetico): presente nel garofano, negli o.e. di chiodi di garofano e di  lavanda; è la nota che nella canapa ricorda la lavanda e le leggere e dolci note floreali.

Alfa humulene: è un sesquiterpene presente anche nel luppolo ed è uno dei responsabili dell’aroma della birra; ho scoperto che esiste anche l’olio essenziale di luppolo e io non ho ancora avuta modo di trovarlo ma, dalla descrizione olfattiva si intuisce che l’aroma di fieno-amaro e carciofo possa essere ricondotto all’humulene.

 

E il THC???

Niente thc nell’olio essenziale di canapa: infatti anche le piccolissime concentrazioni (a norma di legge!) di thc presenti nei fiori, a causa dell’elevato peso molecolare, non riescono a essere distillate.

DOVE PUOI TROVARE un OLIO ESSENZIALE DI CANAPA DI QUALITA’?

Gli oli che ho descritto nel post sono quelli  dei ragazzi di  Emil-Canapa (http://www.emilcanapa.it/) e di Matteo Bolognesi di Monte Spada (http://www.monte-spada.it/) che stanno riportando in vita la filiera della canapa; il rapporto ml/euro è paragonabile all’olio essenziale di camomilla romana e blu o a quello di Elicriso; una perla rara da provare per chi ama il mondo delle essenze botaniche.

COME UTILIZZARLO

L’olio essenziale possiede proprietà aromaterapiche riconducibili all’azione dei singoli componenti terpenici; in profumeria botanica è una nota davvero interessante per profumi maschili: si può associare a tutti gli  agrumi , lavanda, salvia sclarea, pino; solo 3-4 gocce di essenza di canapa nel diffusore profumano la stanza di resine, fieno e conifere creando una atmosfera distensiva e piacevole.

Ti è piaciuto questo viaggio nella magica canapa? spero di essere riuscita a trasmetterti anche solo in parte le emozioni che questo profumo mi ha dato

 

 

 

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camazulene

diterpeni 4 molecole di isoprene

IL PROFUMO DELLA CANAPA

i composti principali dell’olio essenziale di canapa sono proprio i terpeni, in particolare alcuni di questi, comuni anche ad altri oli essenziali che andremo a vedere

alfa pinene: responsabile della nota di punta conifera, che ricorda in particolare l’abete; è una nota fresca pungente, una nota di testa che velocemente volatilizza.

è l’anello di congiunzione tra canapa e abete poiché annusando la canapa la prima impressione è proprio l’odore fresco erbaceo che a tratti alternati ricorda la lavanda, l’angelica e l’abete.

beta pinene

 

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FORMULA AROMATICA PER IL DOLORE CERVICALE

Sono ormai anni che soffro di artrite cervicale. Conosco moltissime persone che accusano questo disturbo; la mia è una causa muscolo-tensiva: stanchezza, ansia, stress, postura sbagliata, sforzi muscolari mi portano molto spesso ad avere mal di testa e mal di schiena davvero forti. I primi caldi accentuano terribilmente questi sintomi.

Ovviamente, ormai me ne rendo conto, la causa non è solo fisica, ma anche emotiva; trattenere le emozioni senza esprimerle è una delle prime cause della cervicale, infatti se lasciassimo perdere i conflitti, se accettassimo gli eventi per quello che sono, queste energie trattenute non andrebbero a bloccare il nostro flusso energetico, che diminuisce, dando la meglio alla stanchezza.

Per fortuna gli oli essenziali mi sono sempre stati di grande aiuto e negli  anni ne ho sperimentati diversi:

lavanda ( o meglio il lavandino perché più ricco di canfora che ha una buona azione antinfiammatoria sui muscoli tesi):  aiuta a rilassare muscoli e psiche, ma nel tempo ho notato che non bastava ci voleva qualcosa di più analgesico che mi desse sollievo dallo spasimo e dal dolore:

La menta piperita.

la menta dona un immediato sollievo, sblocca  l’energia facendola fluire verso l’alto, verso il sesto chakra, restituendo armonia al nostro corpo sottile.

Ricordiamoci anche che a livello di cervicale e collo siamo nella zona del quinto chakra, il centro energetico della comunicazione con gli altri ma anche con noi stessi; a questo proposito non possiamo dimenticare la camomilla blu: rilassante e antinfiammatoria esplica un’ azione molto potente grazie anche al suo colore blu, il colore che armonizza il quinto chakra.

Poi c’è il Wintergreen che contiene per la quasi totalità salicilato di metile, un efficace antidolorifico ( anche se è di origine naturale, è una sostanza chimica concentrata, va quindi maneggiata con criterio e soprattutto tenuta lontano dalla portata dei bambini come peraltro tutti gli oli essenziali!)

Quando formulo una ricetta per me, tengo conto di tutti gli aspetti di me stessa: cerco di fondere le proprietà curative, con le proprietà riequilibranti dando grande attenzione  all’aspetto profumoterapico.

la ricetta del  profumo antidolore cervicale che  utilizzo è questa:

WINTERGREEN (Gaulteria procumbens) 30 gocce

MENTA PIPERITA  45 gocce

LAVANDA IBRIDA  30 gocce

MAGGIORANA  24 gocce

ROSMARINO CANFORATO  24 gocce

CAMOMILLA BLU 6 gocce

YLANG YLANG   9 gocce

mescolare le essenze in un flacone spray da 50 ml; aggiungere alcool buongusto (oppure olio di mandorle dolci se volete un olio da massaggio) fino a riempire il flacone; agitare e spruzzare 4-5 volte su schiena e collo doloranti; massaggiare la lozione. E’ una formula potente quindi utilizzatela solo in caso di dolore.

Sentirete una sensazione di freschezza ( reazione del mentolo) e di calore (reazione riscaldante del Wintergreen);

il profumo di questo “elisir” è confortante, rilassante, apre la mente avvolgendoti con il suo tocco curativo, come una carezza che ti toglie dolore e stanchezza.

Quindi ricapitolando le principali funzioni curative delle essenze nella formula, abbiamo:

EFFETTO SUL FISICO: WINTERGREEN,  MENTA E ROSMARINO

EFFETTO SUL SISTEMA NERVOSO: MAGGIORANA, YLANG YLANG, LAVANDA

EFFETTO ENERGETICO SOTTILE: CAMOMILLA BLU

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