LA FORMULA MAGICA DI IWEN E L’ARCOBALENO PROFUMATO

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Avevamo lasciato Iwen dopo il suo incontro con il bambino (puoi leggere il primo capitolo qui); in questo post ti racconto il seguito, di come l’elfo realizza la magia dell’arcobaleno profumato, buona lettura!

Fu così, che Iwen tornò nel suo laboratorio e iniziò a progettare la sua magia. Era tanto tempo che non prendeva in mano il suo libro delle formule, che non si permetteva di accogliere nuove intuizioni, di riconoscere simboli e messaggi dalla realtà che lo circondava; ma ora, dopo l’incontro con il bambino era diventato tutto così immediato e naturale che non vedeva altra possibilità se non quello che stava facendo.

Iwen conosceva i princìpi della fisica e della materia; andava oltre le semplici credenze, e sapeva che la vera magia è tutta la realtà in cui siamo immersi, che noi stessi siamo parte di questo incantesimo.

Egli conosceva come avveniva la rifrazione della luce secondo cui un prisma di cristallo ha la capacità di dividere la luce nei colori dell’arcobaleno. Considerava questo fenomeno come il simbolo della nostra realtà visibile, di tutte le sue forme, di tutte le sue emozioni e di tutte le sue manifestazioni.

Rimase nel laboratorio per diversi giorni, anche di notte potevi scorgere una luce accesa in mezzo agli alberi del fitto bosco, era il bagliore delle sue candele accese che fomentavano la luce della sua mente.

Il suo scopo era creare un amuleto magico, un prisma prodigioso con il quale produrre rimedi che aiutassero le persone a riacquistare l’udito, la frequenza vibrazionale giusta per riuscire a percepire di nuovo i suoi messaggi di guarigione e riavvicinarli alla Natura dimenticata.

Per questo scopo si era ispirato a una antica formula alchemica che prevedeva:

1 ampolla di acqua di rugiada cristallina

3 piccoli quarzi

4 petali di rose

1 fiore a 5 petali

1 fiore a 6 petali

6 foglie verdissime da 6 piante diverse

3 spighette di fiori di lavanda

questi ingredienti andavano uniti insieme dentro un mortaio di legno di cedro atlantico che doveva essere ruotato velocemente su sè stesso pronunciando queste parole alchemiche:

“che la Natura sia la tua guida,

seguila passo a passo con la tua arte

affinché tu possa vedere lontano

e guardarti dalla moltitudine di cose e parole;

che questo prodigio ti dia la capacità di comprendere

ciò che è vero e ciò che è falso dentro e fuori di te”.

All’ultimo giro del grande mortaio di legno, una nuvola di fragrante fumo arcobaleno uscì dalla ciotola in cui non c’era più nulla di quello che Iwen aveva messo, ma al suo posto era apparso un piccolo amuleto. Era un prisma bianco, o meglio la sua sezione triangolare, luccicante e candido, quasi opalescente. Nel prisma era sospeso un fiore di gelsomino a 5 petali che ruotava lentamente.

Iwen prese in mano il piccolo amuleto e di istinto lo mise accanto ad alcuni fiori che aveva raccolto nel bosco; immediatamente il prisma assorbì dal lato sinistro tutti i fiori facendo apparire dal lato destro 6 prismi appuntiti con gli stessi colori dell’arcobaleno di fiori ed erbe che erano svaniti.

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Iwen rimase a bocca aperta! Gli strani oggetti erano anche profumati e avevano colori così nitidi e reali che la sua prima intuizione fu quello di prendere una pergamena e cominciare a disegnare fiori, foglie, simboli, mandala…

 

Il profumo meraviglioso, puro e naturale che si sprigionava colorando, era intenso e persistente sul foglio, una vera magia.

Fu così che l’elfo chiamò l’amuleto SCENTEDPRISM, ovvero il prisma profumato, il cristallo magico che generava colori profumati trasformando

fiori, foglie, frutti, radici, legni, semi, resine

e chissà quali altri materiali!

Ma perché SCENTED PRISM gli aveva dato dei colori profumati? E’ perché proprio questi 6 PROFUMI? Non riusciva a vedere il nesso tra le parole che aveva pronunciato durante l’incantesimo e il risultato di questo, ma poco dopo ne intuì il motivo…

TO BE CONTINUED…

 

 

 

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