IL SIMILE ATTRAE IL SIMILE

enfleurage di petali di rose

IL PRINCIPIO DELL’ESTRAZIONE

Il simile attrae il simile. Nelle relazioni, nelle emozioni, nella chimica.

Questa è la base. Un solvente, che sia un grasso, un olio, etanolo, CO2 supercritica o esano: l’importante è che sia chimicamente affine alle molecole odorose che vogliamo estrarre.

Vediamo il procedimento di estrazione delle ASSOLUTE, che si realizzava in modo artigianale verso la fine del ‘700 a Grasse, ripercorrendo i passi del capolavoro letterario di Patrick Suskind “Il profumo”:

Prima fase il passaggio nei grassi ovvero l’enfleurage a caldo e creazione della pommade:

“I fiori venivano consegnati la mattina presto, li rovesciavano in laboratorio a cesti, a diecimila per volta in fragranti mucchi voluminosi, ma leggeri come una piuma. Nel frattempo Druot, in un grande paiolo, faceva fondere sego di porco e sego di bue in una sorta di zuppa cremosa, nella quale, mentre Grenouille doveva mescolare senza tregua con una spatola lunga quanto una scopa, gettava i fiori freschi a palate. Poi gettavano dentro altre palate di fiori e mescolavano e setacciavano, così per tutto il giorno senza tregua, perché il mestiere non tollerava ritardi…”

“Dopo un certo tempo Druot constatava che il grasso era saturo e non poteva più assorbire altro profumo. Spegnevano il fuoco, setacciavano la pesante poltiglia per l’ultima volta e la versavano in recipienti di terraglia, dove essa ben presto si solidificava in una pomata dall’aroma squisito.”

Lavaggio con alcool della pommade e realizzazione della concreta:

“E allora riprendevano la pomata dalla cantina, la riscaldavano con estrema cautela in recipienti chiusi, vi aggiungevano alcool etilico del più raffinato e, introducendo un agitatore che Grenouille manovrava la rimescolavano e la sottoponevano a un lavaggio accurato. Una volta riportata in cantina, questa miscela si raffreddava rapidamente, l’alcool si separava dal grasso della pomata e via via si rapprendeva, ed era pronto per essere travasato in una bottiglia. Ora si presentava quasi come un profumo, ma estremamente intenso, mentre la rimanente pomata aveva perso la maggio parte del suo aroma. Così ancora una volta , il profumo dei fiori si era trasmesso a un altro elemento.”

Evaporazione dell’alcool e creazione dell’assoluta:

“Druot versava l’alcool profumato in un piccolo alambicco e lo distillava lentamente a fuoco molto moderato. Ciò che restava dopo la sublimazione dell’alcool era una quantità minima di liquido dal colore pallido,che a Grenouille era ben noto, ma di una qualità e purezza che il suo olfatto non aveva mai conosciuto né da Baldini né da Runel: l’olio puro dei fiori, il loro aroma netto, concentrato centomila volte in una piccola quantità di essence absolue.”

 

Abbiamo visto durante il viaggio con Grenouille, le fasi dell’enfleurage a caldo , ma esisteva anche quella  a freddo che prevedeva il passaggio dei fiori nel grasso freddo invece che il quello caldo; ciò veniva fatto per i fiori più delicati che non avrebbero tollerato l’esposizione al calore con conseguente deterioramento delle molecole odorose; qui sotto trovate la descrizione di questo magico processo tratto sempre da il Profumo:

“Cominciò l’epoca dei gelsomini, in agosto quella delle tuberose. Entrambi i fiori avevano un profumo così squisito e fragile a un tempo che non soltanto si dovevano cogliere prima dell’alba, ma richiedevano un lavorazione particolarissima, estremamente delicata. Il calore riduceva il loro profumo, l’immersione brutale nel grasso caldo della macerazione l’avrebbe totalmente distrutto”

“Bisognava spargerli su lastre spalmate di grasso freddo o avvolgerli mollemente in pezze di stoffa imbevute d’olio in un ambiente apposito, e là lasciarli riposare fino alla morte. Soltanto dopo tre o quattro giorni erano appassiti, e avevano ceduto il loro aroma al grasso e all’olio con cui erano stati a contatto. Poi si staccavano con cautela dalle lastre e dalle pezze di stoffa, e su queste si spargevano altri fiori freschi. Il procedimento si ripeteva anche dieci, venti volte, e durava fino a settembre, periodo in cui la pomata si era saturata del tutto e l’olio aromatico si poteva spremere nelle pezze”…

tratto dal romanzo “il Profumo” di Patrick Suskind

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